Cina:per i Tibetani un Capodanno di paura
Dopo immolazioni, vietate nelle aree tibetane celebrazioni Losar
28 febbraio, 18:10(di Beniamino Natale)
Alla vigilia di Losar, il Capodanno tibetano che cade mercoledi' 22, il monastero di Kumbum, a 25 chilometri dalla capitale della provincia del Qinghai, è insolitamente silenzioso. "Di solito ci riuniamo sulla collina per cantare dei mantra, quest' anno non possiamo farlo, voi sapete il perché.", mormora un giovane monaco.
Il perché è presto detto: l'ondata di "immolazioni", cioé i tentativi, spesso riusciti, di suicidarsi dandosi fuoco che si è sviluppata negli ultimi undici mesi nelle aree a popolazione tibetana della Cina. Le immolazioni hanno portato ad una serie di proteste in diverse aree tibetane che in alcuni casi, secondo i gruppi di tibetani in esilio, si sono concluse con decine di arresti.
La penultima immolazione, venerdì scorso, ha avuto come protagonista un monaco di 38 anni chiamato Damchoe Sangpo del monastero di Bongthak, proprio nel Qinghai, una provincia che copre una vasta porzione della regione che i tibetani chiamano Amdo. La regione comprende monasteri di grande importanza per i buddisti tibetani come il Kumbum e il villaggio natale del Dalai Lama, il leader tibetano in esilio, che si trova a poco più di 70 chilometri da Xining. Il divieto di celebrare il Losar e la successiva festività chiamata Monlam è stato confermato all'ANSA da decine di tibetani, monaci e laici.
Il Kumbum è meta ogni anno di pellegrinaggi di migliaia di buddhisti, non solo tibetani, ma anche cinesi e stranieri. Il monastero appare più vuoto che in qualsiasi giorno di un qualsiasi periodo normale. "C'é un'atmosfera di paura - prosegue il giovane monaco - i monasteri sono pieni di spie. Di alcuni argomenti, come il Dalai Lama, parlo solo con coloro che conosco da quando siamo bambini".
Il grosso delle immolazioni, in tutto 26 se si contano la prima, avvenuta nel 2009, e tre non confermate - sono avvenute nella vicina provincia del Sichuan. In maggioranza sono stati monaci giovani a compiere l' atto estremo per protestare contro una situazione che i tibetani rtengono disperata. Il giovane monaco racconta di un suo amico, che è stato arrestato un anno fa per avere "scaricato" da Internet un discorso del Dalai Lama.
Uscito dopo pochi mesi è fuggito in India."Sono ancora in contatto con lui - confida il giovane - vorrei seguirlo ma ora è troppo pericoloso". Un altro giovane monaco, che ha seguito in silenzio la conversazione fa con le dita il gesto di una pistola, "pum pum". Il Sichuan è sotto uno stretto controllo delle forze di sicurezza cinesi, che impediscono l'accesso ai giornalisti e ad altri testimoni indipendenti. Al contrario nel Qinghai la presenza di polizia sulle strade è minima. Ma i divieti e le testimonianze dei tibetani locali lasciano pochi dubbi sul fatto che la situazione ha raggiunto un punto di non ritorno.
"I pellegrini che incontro - dice anche il monaco incontrato al Kumbum - si lamentano sempre più frequentemente della loro situazione economica, dicono che per loro non ci sono opportunità", nonostante i massici investimenti per lo sviluppo della regione del governo di Pechino. Una donna di 25 anni che vive fuori Xining, nei pressi dell' enorme Qinghai Lake, una meraviglia della natura conosciuto anche come Kokonor, conferma. La giovane studia all' Università di Xining ed è vicina alla laurea. Nel tempo libero aiuta i genitori a portare avanti una piccola impresa familiare. Fa parte dell' elite tibetana, quella che più ha beneficiato dello sviluppo del turismo nell' area. Eppure, dice "non sono contenta". I cinesi, sostiene, "hanno molte più opportunità di noi". All' Università - dove si paga una retta sostanziosa - "i cinesi non vogliono dividere con noi i dormitori". Certo, ha saputo delle immolazioni "perché ne parlano tutti".
Ritiene che si tratti di azioni "estreme ma comprensibili". Perché lo fanno? "E' un problema di libertà - risponde la giovane - della nostra religione e della nostra possibilità di guadagnarci la vita". Nella stanza delle preghiere della famiglia ci sono immagini religiose e foto di importanti Lama. "Abbiamo anche quella del Dalai Lama ma la teniamo nascosta", spiega la donna, "ogni tanto viene la polizia a controllare e se le trova ce la fa distruggere. L'ultima volta è stato l'anno scorso".










