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Sciare sulla 'Via Lattea'

Quattrocento chilometri di piste, per tutti i gusti

10 febbraio, 19:15
Sciare sulla Via Lattea: acrobazie con lo snowboard sulle piste di Sauxe Sciare sulla Via Lattea: acrobazie con lo snowboard sulle piste di Sauxe
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(Di Ida Bini)

A vedere la Via Lattea, immenso comprensorio sciistico piemontese, viene tanta voglia di infilare gli sci e di scivolare lungo questi 400 chilometri di piste, con tracciati divertenti e adatti a tutti, raggiungibili comodamente con i 72 impianti di risalita in partenza da Sestriere, Sauze d’Oulx, Sansicario, Cesana, Claviere e dalla francese Montgenèvre, le 6 principali stazioni che fanno parte della Via Lattea (www.vialattea.it).

La bellezza del comprensorio per gli sciatori ma anche per chi desidera godere di montagne innevate, pendii e accoglienti chalet immersi nella neve, è che tutti i centri sono collegati tra loro non solo da avveniristici impianti di risalita ma anche semplicemente con gli sci ai piedi. Dalla mattina fino a sera, sciando, si possono scoprire piste e discese sempre diverse, scegliendo i percorsi più belli e più adatti alle proprie esigenze: piste facili, soleggiate e ampie; di media difficoltà e quelle nere, strette, piene di pendii, cunette e ostacoli naturali per i salti.

C’è persino una pista notturna, dove si sono sfidati i grandi campioni del Circo Bianco, illuminata fino alle ore 22 e servita dalla seggiovia Cit Roc. La pista Kandahar regala una delle discese più emozionanti: 3.299 metri di lunghezza e 914 metri di dislivello; si parte da quota 2.800 metri - il punto più alto della Via Lattea raggiungibile con gli impianti di risalita - alle pendici del monte Motta e si scende sul monte Banchetta.

Nel comprensorio ci sono anche numerosi rifugi e baite dove ci si ferma per gustare piatti tipici piemontesi e godere del magnifico panorama sulle montagne circostanti.

Per la stagione sciistica di quest’anno sono stati eseguiti numerosi lavori di miglioramento sulle piste e sugli impianti: nell’area sciistica di Sansicario, per esempio, è stata ridisegnata la pista del Rio Nero; in quella di Sauze d’Oulx si sta ultimando la riqualificazione delle piste di Lago Nero con due nuove seggiovie, la modifica della pista 30 in località Pian della Rocca, all’altezza del Clot Bourget, e la realizzazione della nuova pista per principianti 52 bis che da monte Clotes porta a Prariond.

Sull'area sciistica di Claviere, infine, sono stati effettuati miglioramenti ad alcune piste, soprattutto quelle destinate ai bambini. Quest’anno, inoltre, per assicurare alla Via Lattea un maggior divertimento alcune piste si sono aperte al freeride, disciplina che unisce la mountain bike agli sci, amata dai giovani, grazie ai bellissimi itinerari degni, a detta degli esperti, dei migliori percorsi del Canada, patria di questo nuovo sport.

Centro indiscusso della Via Lattea è la città di Sestriere, nata all’inizio del Novecento dall’idea di imprenditori famosi, in particolare della famiglia Agnelli, che trasformò il colle innevato in una grande stazione sciistica. Durante l’inverno del 1931 venne inaugurata la funivia Alpette Sises; l’anno dopo quella della Banchetta e nel 1937 entrò in funzione la funivia del Fraiteve. In poco tempo Sestriere divenne una stazione sciistica all’avanguardia, frequentata dalla borghesia piemontese ma anche dai gruppi del dopolavoro. Fu così che nacquero alberghi di lusso con suite da mille e una notte e pensioni alla portata di tutti. Anche le scuole di sci erano all’avanguardia e le magnifiche piste del comprensorio ospitarono i più grandi campioni sportivi, dal mitico Zeno Colò ad Alberto Tomba; qui si è svolta per la prima volta nel 1967 la Coppa del Mondo e nel 1997 i Mondiali di sci.

Più recentemente, in occasione delle Olimpiadi del 2006, si sono rimessi a nuovo numerose piste e alcuni impianti di risalita, come la cabinovia sul monte Fraiteve, che collega Sestriere a San Sicario. Anche i locali storici del centro si sono rinnovati, mantenendo pur sempre il fascino e l’atmosfera di un tempo: il ristorante Barabba, in piazza Fraiteve, e il Du Grand Père, in via Forte Seguin, che si trova in una baita del Settecento con soffitti e pavimenti in legno e muri a volta in pietra.

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