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La fisica europea si prepara al futuro

A caccia di energia oscura e particelle virtuali

22 febbraio, 18:02
Una delle infrastrutture del progetto europeo Eli (fonte: Eli) Una delle infrastrutture del progetto europeo Eli (fonte: Eli)

Costruire nuovi strumenti per dare la caccia alla misteriosa energia oscura che occupa il 70% dell'universo e alle particelle virtuali: è l'obiettivo di uno dei progetti di punta della futura fisica europea, discusso a Roma nel convegno organizzato da Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e la struttura per la luce di sincrotrone Elettra.

Obiettivo del convegno è definire una strategia comune dell'Italia in vista dei progetti futuri, per mettere a punto proposte e definire programmi. Acceleratori di neutroni, laser ultra intensi e strutture per la generazione di raggi X sono le sfide alle quali cui si prepara l'Italia della fisica e cui vuole partecipare nella realizzazione delle grandi infrastrutture europee in programma nei prossimi anni.

Per l'organizzatore dell'incontro, il fisico Massimo Inguscio, direttore del Dipartimento Materiali e Dispositivi del Cnr, ''esistono tre grandi settori di infrastrutture a cui si sta puntando. Sono i laser ultra intensi, dove l'Italia può mettere in campo grandi competenze, produzione di raggi X, dove esistono già alcuni progetti in corso, e spettroscopia neutronica, di cui esiste già una proposta di progetto europea''.

Il progetto dell'Unione Europea destinato a studiare materia oscura e particelle virtuali si chiama Eli (Extreme Light Infrastructure) è al momento quello in fase più avanzata di definizione. ''In un settore come questo, dove le infrastrutture per la ricerca sono sempre più complesse e dai costi enormi, - ha proseguito Inguscio - diventa necessario fermarsi a fare il punto per capire insieme come coordinare gli sforzi e cercare di cogliere il massimo dalle opportunità che si presentano, non solo nell'ambito della ricerca ma anche in quello industriale''.

Nati per per scopi di ricerca pura, le grandi infrastrutture realizzate negli anni hanno dimostrato di avere "importanti ricadute nei campi più disparati, dalla medicina alla chimica, fino ai beni culturali", ha spiegato Giorgio Rossi, delegato italiano dell'European Strategy Forum on Research Infrastructures. "Una serie di strutture in cui l'Italia può vantare grandi competenze, ma che - ha concluso - devono essere coordinate in chiave sia nazionale che europea".

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